Linea deodorante che sfrutta le proprietà assorbenti e purificanti dell'argilla.
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IL SUDORE E IL CATTIVO ODORE
Nell’uomo ci sono 2 tipi di ghiandole sudorali denominate eccrine ed apocrine. Le prime, distribuite uniformemente su tutto il corpo, secernono sudore di natura prevalentemente acquosa, che non influenza l’odore del corpo, ma ha la funzione di mantenere costante la temperatura corporea. Le ghiandole apocrine, invece, sono localizzate in ascelle, inguine e perineo, hanno attività di tipo pulsorio e sono influenzate anche dagli sbalzi emozionali. Queste ghiandole sono sempre associate alla presenza di peli, quindi sono abbinate a ghiandole i tipo sebaceo. Il secreto apocrino è di tipo lattiginoso, composto da acqua con diverse sostanze organiche ed inorganiche. Il sudore ha la funzione di eliminare alcune sostanze di scarto dall’organismo e, insieme al sebo, di costituire l’odore corporeo. All’uscita delle ghiandole, il sudore ha un debole odore iniziale, magari acre, ma non necessariamente sgradevole. A cambiare la situazione è la flora batterica residente sulla cute. Questa trasforma, mediante enzimi, alcune sostanze presenti nel sebo e nel sudore in piccole molecole volatili che arrivano fino ai ricettori del naso. Tutto questo è favorito dall’ambiente caldo umido di ascelle, inguine e perineo, ideale per l’attività dei batteri. I deodoranti moderni più efficaci e sicuri utilizzano sostanze batteriostatiche che limitano la proliferazione dei batteri residenti sulla pelle e quindi l’azione di decomposizione del sudore.
LE PROPRIETA' DEODORANTI DELL'ARGILLA
L'Argilla è una materia prima conosciuta fin dai tempi più remoti; è stato accertato che gli egiziani già la usavano a scopo cosmetico. Al posto del sapone usavano una miscela composta di carbonato di calcio e argilla. Erano conosciute pure le sue proprietà batteriostatiche e antisettiche per cui veniva usata nella mummificazione. Sempre secondo alcuni autori, gli egizi curavano gli ammalati con il fango del Nilo, il quale contiene una certa quantità di Argilla. Forse la conoscenza dell'epoca avveniva da una forma di ispirazione di natura superiore per cui quando gli antichi egizi usavano l'Argilla per curare un trauma o una slogatura o per accelerare la calcificazione di un arto rotto non sapevano che possedesse una capacità di scambio cationico per l'abbondanza di silice, allumina e altri metalli. I romani, come appare da varie citazioni letterarie, descrivono chiaramente le proprietà delle argilleche. Lo studioso di medicina naturale Jean Valnet dice con entusiasmo e convinzione delle molteplici virtù dell'Argilla: "L'Argilla stimola gli organi non efficienti, più con la sua presenza che con la sua massa, agisce sulle ghiandole endocrine che regola, svolgendo un'azione eccitante e moderatrice secondo la necessità". L’argilla è un minerale, ma sarebbe più esatto dire che è un complesso di sistemi minerali tra loro armonicamente coesistenti. L’elemento chimico più importante nell’argilla è il silicato di alluminio che, però, non si presenta mai allo stato puro ma accompagnato da una serie di minerali (calcio, ferro, magnesio, ecc). Gli elementi costituenti le argille sono praticamente costanti, pur presentando alcune differenze a seconda dei luoghi d’origine. Rilevante è il fatto che tutte le argille, ovunque scavate, contengono in pratica la quasi totalità di minerali e tra essi, i sette metalli pesanti: argento, ferro, mercurio, oro, piombo, rame e stagno. La loro quantità è così piccola da essere ritenuta omeopatica, e costituisce un insieme di oligoelementi terapeuticamente molto interessante. Le argille per il loro grande sviluppo superficiale e la loro capacità di essere fortemente imbibite d’acqua godono di diverse proprietà che finiscono per avere un significato di carattere curativo. Esse infatti sono in grado di assorbire, ossia concentrare in modo selettivo alla propria superficie, virus e batteri che vengono bloccati e talvolta uccisi. Inoltre sono capaci di trattenere diverse sostanze, anche in relazione alle naturali capacità di scambio ionico. Tutto questo spiega le proprietà antisettiche nei confronti dei microbi, ma anche rispetto alle loro tossine e di molti veleni prodotti dallo stesso organismo. La capacità assorbente è ampiamente sfruttata dall’industria, che l’utilizza per eliminare odori e sapori poco gradevoli da oli medicinali e alimenti. Nella pratica quotidiana viene convenientemente utilizzata per assorbire e filtrare tutto ciò che è nocivo: fluidi, cattivi odori, gas, sostanze tossiche e velenose. Questo meccanismo è certamente dovuto alla costituzione micro-molecolare dell’argilla. Si conoscono diverse composizioni per diversi scopi curativi di carattere esterno sia a livello di tradizione popolare che di carattere professionale. Fra queste l’uso per lenire le sofferenze da eczemi essudanti. In questo caso l’impiego dell’argilla ha un effetto peculiare di bloccare l’irritazione, il che sembra non avvenire con l’uso di altre polveri inerti. È probabile che essa agisca per assorbimento sia di grassi che di sostanze irritanti. Durante la II guerra mondiale, i militari utilizzarono l’argilla per curare le irritazione dei piedi e anche nel manuale americano di Dermatologia (1991) era riportata una formula contenete argilla, con funzione assorbente, moderatamente astringente e antisettica. L’urea, gli amminoacidi, l’acido lattico e l’istamina sono alcuni esempi di composti organici che si trovano nei prodotti di traspirazione della pelle e che possono essere complessati con l’argilla. Tali complessi comunemente presentano una resistenza marcata alla decomposizione batterica. All’inizio del nostro secolo si cominciò a capire, mediante ricerche sistematiche, che le argille possedevano proprietà utili: batteriostatiche, assorbenti di tossine, sterilizzanti e detergenti, ma è solo da qualche anno, col ritorno della medicina naturale e la presa di coscienza ecologica, che si è ripreso a parlare delle argille curative in maniera più concreta e seria con studi sulla loro natura e proprietà